Un salto indietro nel tempo, in una Napoli nel vivo della seconda guerra mondiale dove, tra i vicoli di una delle più belle città del mondo, si respira aria di battaglia. Le bombe cadono dall’alto, la gente si barrica in casa per non rischiare di morire; è l’estate del 1943.

La storia racconta degli abitanti di un condominio, che, per sfuggire ai bombardamenti, si ritrovano in un rifugio in cui approfondiscono la reciproca conoscenza. Quella che l’autore descrive, è un Napoli affannata, trascinata in un vortice di paura che sembra senza fondo e dal quale saprà uscire soltanto rialzando la testa. I nove protagonisti sono persone vere, perché hanno facce, parole e voci tramandate dai nostri genitori nei racconti di allora.

Gli oppressi sapranno alzare la testa, trovare una coesione insperabile e riusciranno a cacciare i nazisti.

Nello spettacolo, che si svolge in un unico atto, non mancano spunti di umorismo amaro, tutto partenopeo, di tragicommedia nello stile eduardiano.