24 Settembre, 2020

I metodi per approcciare la recitazione nel teatro

Nel corso degli anni si sono sviluppati diversi metodi per approcciare la recitazione.

I più importanti sono due, lo Stanislavskij, e lo Strasberg.

Il più famoso è sicuramente il metodo Stanislavskij, che prende il nome dal regista russo Konstantin Sergeevič Stanislavski.

Il metodo si basa sul richiamo emotivo della memoria, il realismo spirituale, e l’auto-analisi. Per una perfetta immedesimazione richiede che l’attore resti nel personaggio anche fuori dal set, continuando a vestirne i panni.

l punto fondamentale attorno a cui ruotano le teorie di Stanislavskij è che l’attore in scena non deve fingere, ma vivere realmente quello che vive il personaggio. Solo in questo modo anche gli spettatori potranno credere a ciò che stanno vedendo.

Ma come si fa a “vivere realmente” una situazione che gli attori sanno non essere reale? Attraverso quello che Stanislavskij chiama il “magico se”, cioè chiedendosi come si comporterebbero se si trovassero in quella situazione. Così facendo, l’azione scenica assume una concretezza nella mente dell’attore.

Anche il metodo Strasberg, messo a punto da l’omonimo regista, è uno dei più diffusi nel mondo.

La tecnica di Strasberg prevede che l’attore attinga dal contesto reale della propria vita, e dalle proprie esperienze, per intensificare la propria performance creando collegamenti con il personaggio. Il metodo cerca quindi di collegare l’attore al proprio personaggio, comprendendolo, evidenziando i tratti in comune così da intensificare la propria performance.

Il Metodo Strasberg insegna a scoprire e sostenere la realtà emotiva di un personaggio attraverso un preciso percorso didattico in cui gli attori usano loro stessi come strumento per connettere con la loro parte più autentica e creativa.